NOTTURNO

Ho lasciato
che tutti i miei sensi
si abbuffassero
della luce accecante
mentre le note
di un’orchestra sinfonica
adornano drappi
dai colori accesi
malinconia
di un profumo
dimenticato
o forse perduto
quante lacrime
nel catino
d’alluminio smaltato
paranoia del ridicolo
come un’ombra
che nel vicolo
rincorre alla cieca
i sogni di ieri
quanti porti
marinaio
forse la nave
ti ha abbandonato
fermate
quella luce accecante
non risolve nulla
datemi acqua
fresca di fonte
e apritemi quell’orizzonte
sono solo
scenografie
ricoperte di polvere

 

 

 

 

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