Introduzione

inganni

la musica si allontana

piove

che il vento

quanta stanchezza

vorrei essere trasportato

l’odore umido dell’aria

il mistero degl’inganni

quando la solitudine invade la stanza

le ombre

stanno tutti dormendo

“Cimento”

guardando lontano

piange un bambino

quei profumi nell’aria

quante volte il sole è tramontato

vetrate colorate

Come un pacco postale

ricordo

alzo lo sguardo

aspettando il quotidiano

margherita

le pietre raccontano storie

i parenti più stretti

svegliarsi una mattina

guardando la neve sul Baldo

dove corre il vento

i portici e la gente

quel tuo rossore in viso

dove il piacere

vetri colorati

il canto della fontana

due grandi occhi

quando si ama

l’amore disperato

osservare il tuo corpo

fiori di campo

quelle notti insonni

la camicetta

quindici anni

guardare i tuoi occhi

la mia memoria non ricorda

dentro la cattedrale

quando le immagini sbiadiscono

 

 

 

 

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